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CERTIFICAZIONI


ÖNORM M7135

 Power Pellet certificazione onorm

Tutti i requisiti e le norme di controllo per i pellet sono inclusi nell’ÖNORM M 7135. Qui si possono leggere le percentuali di additivi o aggiuntivi per la pressatura che possono essere contenuti nel pellet. Solo i produttori che si attengono a tali normative possono garantire che durante la combustione del pellet non si formino emissioni nocive all’ambiente. Questa normativa riguarda: produttori, progettisti, rivenditori, montatori e fruenti di macchinari, apparecchi, strumenti e impianti che sono a contatto con i pellet tutti coloro che hanno a che fare con la produzione, l’acquisto e la vendita di pellet clienti finali. Per assicurare la qualità del pellet dal produttore alla combustione, nell’ÖNORM M 7135 dello 01.06.2001 sono determinati anche i criteri di trasporto e stoccaggio. Grazie a questa garanzia di qualità si possono evitare errori in tutte le fasi vi vita del pellet, dalla produzione al trasporto, dalla gestione allo stoccaggio. L’ÖNORM M 7136 è applicabile alla normativa pellet HP1 ÖNORM M 7135. A completamento alle norme citate la norma ÖNORM M 7137 dello 01.10.2003 determina accuratamente la realizzazione e l’attrezzatura dei magazzini pellet presso il cliente finale. Secondo l’ÖNORM i magazzini devono possedere i requisiti per un uso privo di pericoli, una sicurezza sugli incendi, le caratteristiche statiche e il mantenimento della qualità del pellet.
 Power Pellet certificazione tabella onorm

 Power Pellet certificazione enplus

ENplus

La nuova certificazione porta sicuramente nuovi criteri nel mercato europeo del pellet, provvedendo a maggior trasparenza. Con l’ENplus dal 2010 entra in vigore per i pellet di legno la norma europea EN 14961-2 dell’Istituto Tedesco del pellet (Deutsches Pelletinstitut). In futuro l’ENplus supera la competenza di una semplice normativa sul prodotto, inglobando di fatto nel suo sistema di certificazione tutta la catena di consegna. Il certificato è stato realizzato dal DEPV (Deutschen Energieholz- und Pelletverband e.V.) ed è conferito dal DEPI (Deutsches Pelletinstitut). La lacuna presente finora tra produzione e consegna al cliente finale è colmata grazie all’integrazione della fase di commercializzazione nel nuovo sistema di certificazione ENplus. La trasparenza nel mercato è chiaramente aumentata con la certificazione ENplus. Grazie al numero d’identificazione è garantita la rintracciabilità del pellet. Ogni anno presso il produttore sono controllati gli impianti di produzione e il decorso del processo di fabbricazione. Vengono anche prelevati dei campioni. Il commercianti del pellet si impegnano a rispettare determinate regole, che possono venir controllate in qualsiasi momento. Dal 2010 il consumatore troverà sulla bolla di consegna o sui sacchi del pellet il marchio ENplus. In futuro l’approvvigionamento del combustibile sarà fortemente assistito dalla certificazione. Tutte le aziende che usano l’ENplus si impegnano a partecipare a un nuovo tipo di monitoraggio, che oltre alla produzione ricostruisce anche la quantità del pellet presente nei magazzini. Con l’ENplus i pellet sono suddivisi in tre categorie. Per il consumatore finale è importante la categoria A1, che si basa su criteri severissimi. In futuro questo diventerà il criterio con cui il consumatore potrà comparare i vari produttori di pellet. I pellet di categoria A1 possono avere ad es. una percentuale di ceneri dello 0,5% per le conifere e 0,7% per il legno duro. La categoria A2 annovera pellet provenienti da un più grande spettro di materie prime, che possono avere un contenuto ceneri fio all’1%. Con questo la normativa integra per la prima volta i più ampi requisiti dei riscaldamenti a pellet presenti nei mercati del sud dell’Europa. Con la massa volumica apparente e il punto di rammollimento ceneri (> 1.200°C per A1 e > 1.100°C per A2) compaiono dei nuovi parametri rispetto a quelli delle certificazioni attuali. I pellet per l’industria, definiti per la prima volta nella normativa europea, possono essere contraddistinti dal 2010 con la certificazione EN-B. La nuova norma dell’Unione Europea permette ad es. che pellet che finora non corrispondeva ai valori limite delle normative esistenti ed era impiegato in grandi impianti o centrali elettriche ma solo come pellet per l’industria, possa essere venduto principalmente come “B-pellet”. Questo è interessante soprattutto in quelle nazioni, come Inghilterra e Belgio, dove i pellet di legno sono poco usati dai consumatori finali. La certificazione ENplus è sicuramente un grande passo in avanti. In futuro, grazie a questa innovazione, la tutela del consumatore di pellet è posta in modo chiaro al centro dell’attenzione.

Power Pellet certificazione tabella enplus



DIN 51731

La normativa DIN 51731 nella versione in vigore è solamente in parte adatta a giudicare la qualità e l’idoneità del pellet . Questo sia per i valori limite molto generosi che lasciano a disposizione del produttore uno spettro dei singoli parametri molto ampio, sia per la mancanza di controlli esterni sul pellet. In Austria, dove i pellet erano conosciuti e usati ben prima che in Germania, è stata creata la normativa ÖNORM M 7135, che prevede dei parametri molto più severi, lasciando meno spazio a diversità del combustibile. Molti produttori hanno scelto l’ÖNORM M 7135 e i suoi parametri come base per la progettazione e la vendita di stufe e riscaldamenti a pellet. Stufe a caldaie a pellet sono state costruite per raggiungere la massima potenza ed il massimo rendimento bruciando pellet di legno che corrispondono ai parametri ÖNORM e DINplus.

Avviso:

I pellets di legno che sottostanno solamente alla DIN 51731 non sono consigliati da alcuni produttori di caldaie a pellet per la combustione nei loro macchinari.